Tecniche di Coaching il modello G.R.O.W. di John Whitmore

Tra gli strumenti più usati per definire obiettivi, il modello G.R.O.W. è uno dei preferiti dai coach professionisti. Nato dalla pratica di John Whitmore, uno dei pionieri del coaching, G.R.O.W. è semplice ma potente: guida il coachee, il cliente, a trasformare un desiderio in un piano d’azione concreto, sfruttando risorse spesso nascoste.


Il punto centrale? Il coach non dà soluzioni preconfezionate: aiuta la persona a trovarle dentro di sé. Questo rende il risultato più efficace e sostenibile, perché è “farina del suo sacco”. Integrato con tecniche di P.N.L., Programmazione Neuro Linguistica, il modello diventa ancora più operativo, ma resta utile anche da solo.

 

Vediamo come funziona, passo dopo passo.

Cos’è G.R.O.W. (e perché funziona)
G.R.O.W. è l’acronimo delle quattro fasi del processo: Goals (Obiettivi), Reality (Realtà), Options (Opzioni), Will (Volontà). L’ordine non è casuale: prima definiamo la meta, poi capiamo da dove parti, esploriamo le possibili strade e infine fissiamo il piano concreto. Ora entriamo nel dettaglio.

 

G — Goals: definire l’obiettivo
Partire dall’obiettivo sembra ovvio, ma spesso la gente lo esprime in modo vago, e allora non si va da nessuna parte. “Voglio dimagrire” o “Voglio guadagnare di più” sono frasi inutili se non chiarisci: quanto? entro quando? con quali azioni?

 

Un buon obiettivo deve essere ben formato: specifico, misurabile, motivante, realistico e con una scadenza (pensa al metodo S.M.A.R.T.). In P.N.L. si insiste anche sul fatto che l’obiettivo sia espresso in positivo e “ecologico”, cioè che non danneggi altri aspetti della vita del coachee.

Esempio pratico: invece di dire “voglio dimagrire”, è meglio dire “entro 3 mesi voglio perdere 5 kg chiamando e prendendo appuntamento con un nutrizionista entro la settimana prossima”. È concreto, misurabile e già contiene la prima azione.

 

R — Reality: fotografare la situazione attuale
Dopo aver chiarito la meta, bisogna capire la situazione reale. Qui raccogliamo dati: risorse, ostacoli, abitudini, convinzioni. Mettere a confronto “dove vuoi arrivare” e “dove sei ora” è fondamentale: crea un ponte mentale che aiuta il cervello a vedere il percorso come possibile.

Questa fase può includere un “bagno di realtà”: aiutare il coachee a riconoscere giudizi o rappresentazioni mentali che lo frenano. Il coach non giudica, semplicemente aiuta a prendere consapevolezza e, se serve, a spostare il punto di vista in modo utile.

 

O — Options: aprire il ventaglio delle possibilità
Qui si cercano le strategie possibili per avvicinarsi all’obiettivo. Spesso le opzioni sono più numerose di quanto il coachee immagini: basta stimolare la creatività con domande potenti.

 

Domande che funzionano:
• Che altro potresti provare?
• Chi ha già raggiunto un risultato simile e come ha fatto?
• Quali risorse potresti attivare o sviluppare?
• Chi potrebbe darti un suggerimento utile?
• Se incontrassi un ostacolo, qual è la prima cosa pratica che potresti fare?

Lo scopo è spostare l’attenzione sulle soluzioni praticabili e sulle risorse interne ed esterne, non analizzare il passato né offrire la risposta pronta. Il coach facilita la scoperta.

 

W — Will: trasformare le idee in azione
L’ultima fase è quella più concreta: tradurre opzioni e consapevolezze in un piano operativo. Qui servono domande che dettagliano il: cosa, quando, come e con chi.

 

Domande guida:
• Cosa farai esattamente?
• Quando lo farai?
• Dove e con chi?
• Quali risorse ti servono e come le ottieni?
• Chi ti può aiutare?
• Qual è la prima azione che farai subito dopo questa sessione?

Più il piano è specifico, più aumenta la probabilità che il coachee agisca. Il coach rinforza la responsabilità e fissa misure concrete, scadenze, passi successivi, e una prima azione immediata.

 

Perché imparare a usare G.R.O.W.
G.R.O.W. è un processo semplice da ricordare ma profondamente funzionale. Funziona sia quando lo usi su te stesso per fissare obiettivi chiari, sia nelle sessioni con i tuoi coachee. Fa parte delle competenze base di qualsiasi coach e, quando padroneggiato, ti permette di guidare cambiamenti rapidi e sostenibili.

 

In breve: G.R.O.W. ti aiuta a trasformare buone intenzioni in risultati reali, con chiarezza, responsabilità e azioni concrete.

Maurizio Battistelli | Restart Strategist

Business e Sport Coach 

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