Coach generalista ... serve ancora?
C’è un momento, nella vita professionale di chi lavora con
le persone, in cui serve fermarsi e dirsi la verità. Non quella comoda. Quella
utile.
E non lo dico per provocare. Lo dico perché è quello che il
mercato sta dimostrando, ogni giorno.
Negli ultimi anni il numero di coach nel mondo è cresciuto di oltre il 50%. Un dato enorme. Il coaching è entrato nelle aziende, nello sport, nella crescita personale, nel benessere. Ottima notizia, sulla carta. Ma c’è un rovescio della medaglia: l’affollamento.
Quando tutti parlano di visione, mindset, obiettivi, equilibrio… nessuno spicca davvero. E chi ascolta fatica a capire perché dovrebbe scegliere proprio te.
Il risultato?
Chi comunica con messaggi vaghi – “ti aiuto a stare meglio”, “ti accompagno
nella tua crescita”, “ti aiuto a esprimere il tuo potenziale” – viene
percepito come uno dei tanti. Anche se è bravo. Anche se ha esperienza. Anche
se ha valori solidi.
Questa non è un’opinione personale. È una dinamica di mercato riconosciuta anche dalle principali organizzazioni di settore. Il coaching funziona solo quando risponde a un problema reale, urgente e specifico, non quando resta sul piano dell’ispirazione astratta.
E qui arriva la domanda chiave. Quella che cambia tutto:
·
Qual è oggi la domanda reale, urgente e poco
soddisfatta?
· Dove le persone non cercano una chiacchierata motivazionale, ma una soluzione concreta, misurabile, trasformativa?
La risposta è davanti ai nostri occhi.
Sempre più persone non sono “inermi”, non sono
“inermi di obiettivi”, non sono senza talento.
·
Sono stanche.
·
Stanche dentro.
·
Stanche di correre senza senso.
·
Stanche di adattarsi.
·
Stanche di sentirsi bloccate pur avendo
competenze, esperienza, valore.
Vivono una crisi silenziosa: professionale, identitaria, energetica. Non vogliono sentirsi dire “pensa positivo”.
Vogliono ripartire.
Ma non a caso.
·
Con metodo.
·
Con struttura.
· Con qualcuno che sappia cosa significa cadere, fermarsi e ricostruire.
È da qui che nasce Restart 90 Abruzzo.
·
Non è un corso.
·
Non è un coaching generico.
· Non è motivazione fine a sé stessa.
È un format di riprogrammazione personale e professionale di 90 giorni, pensato per chi è in una fase di transizione reale e non vuole più perdere tempo. Un percorso che lavora su tre livelli chiave: energia, identità, direzione. Con strumenti concreti, esercizi, misurabilità e responsabilità.
Restart 90 non promette di “stare meglio”.
Promette qualcosa di molto più serio: tornare centrati, lucidi e forti per
prendere decisioni nuove e costruire una versione aggiornata di sé.
Non perché il coaching non funzioni più.
Ma perché funziona solo quando smette di essere generico e diventa risposta a
un’urgenza vera.
Ripartire non è uno slogan.
È una scelta.
E oggi, più che mai, servono percorsi che abbiano il coraggio di dirlo
chiaramente.
Fonti
ICF Italia – International Coaching Federation: https://www.icfitalia.org
Great Circle Coaching Blog: https://www.great-circle.co.uk/blog

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