Fai personal branding (anche se non lo sai). E fai marketing aziendale ogni giorno, pure senza chiamarlo così.
Lo fai già. Anche se non lo sai.
Fai personal branding (anche se non lo sai). E fai marketing aziendale ogni giorno, pure senza chiamarlo così.
C’è una verità che molti professionisti, lavoratori autonomi e imprenditori
fanno fatica ad accettare:
non esiste il “non fare marketing”.
E non esiste nemmeno il “non fare personal branding”.
Esiste solo farlo consapevolmente oppure lasciarlo fare al caso.
Ogni volta che parli con un cliente, ogni volta che rispondi a una mail, ogni volta che pubblichi (o non pubblichi) qualcosa online, ogni volta che presenti il tuo lavoro, stai comunicando chi sei, come lavori e che valore porti.
Questo è personal branding. Anche se non lo chiami così.
E allo stesso tempo stai agendo su leve precise del marketing aziendale. Anche se non hai mai studiato Kotler.
Il punto non è se lo fai.
Il punto è come lo stai facendo.
Il personal branding non nasce sui social. Nasce
nel comportamento
C’è un grande equivoco: pensare che il personal branding sia una questione
di logo, colori, bio su Instagram o foto professionali.
Tutto questo viene dopo.
Il personal branding vero nasce molto prima, in tre momenti chiave:
- quando mantieni
(o non mantieni) una promessa
- quando gestisci
un problema
- quando prendi posizione
Un professionista che rispetta tempi, parole e accordi sta costruendo un
brand.
Uno che si nasconde, rimanda o giustifica tutto, anche.
Un libero professionista che sa dire “questa cosa non fa per me” sta
posizionandosi.
Uno che dice sempre sì per paura di perdere il cliente, anche.
Il brand personale non è ciò che dici di te.
È ciò che le persone raccontano di te quando non sei nella stanza.
Anche il marketing mix lo stai già usando (solo
che non lo vedi)
Il marketing mix – le famose 4P: Prodotto, Prezzo, Punto vendita,
Promozione – non è roba da multinazionali.
È roba da esseri umani che lavorano.
Prodotto / Servizio
Il modo in cui strutturi la tua offerta, il livello di personalizzazione, la
chiarezza di ciò che vendi.
Quando un cliente dice “con lui/lei mi trovo bene perché so cosa aspettarmi”,
hai lavorato bene sul prodotto.
Prezzo
Il prezzo che chiedi comunica sicurezza, posizionamento, valore.
Un prezzo troppo basso racconta paura.
Un prezzo troppo alto senza struttura racconta confusione.
Il prezzo giusto racconta identità.
Punto vendita (Place)
Dove ti trovi? Online? Offline? Su quali canali?
Se sei ovunque, sei invisibile.
Se sei nel posto giusto per le persone giuste, sei rilevante.
Promozione
Ogni parola che usi, ogni contenuto che condividi, ogni silenzio che scegli.
Anche il passaparola è promozione.
Anche il modo in cui racconti un caso studio davanti a un caffè lo è.
La differenza non la fa il marketing.
La fa la consapevolezza.
Il vero problema non è “non sapersi vendere”. È
non sapere chi si è
Molti professionisti dicono:
“Non sono portato per il marketing”
“La comunicazione non fa per me”
“Preferisco lavorare bene, il resto viene da sé”
Peccato che il mercato non premi il migliore, ma il più chiaro.
Quello che sa spiegare cosa fa, per chi lo fa e perché conta.
Quando non lavori sulla tua identità professionale, qualcuno lo farà al
posto tuo.
E raramente lo farà meglio di te.
Il personal branding non serve per apparire.
Serve per allineare chi sei, come lavori e come vieni percepito.
La svolta arriva quando smetti di improvvisare
Nel momento in cui un professionista diventa consapevole che:
- ogni
scelta comunica
- ogni
comportamento posiziona
- ogni relazione costruisce o distrugge valore succede qualcosa di potente.
Smette di inseguire clienti e inizia a farsi scegliere.
Smette di spiegarsi mille volte e inizia a farsi capire subito.
Smette di sentirsi in competizione e inizia a occupare uno spazio preciso.
Questo non è marketing aggressivo.
È marketing maturo.
È leadership professionale.
In conclusione
Se sei un professionista, un lavoratore autonomo, un imprenditore, una cosa
è certa:
stai già facendo personal branding e marketing aziendale.
La vera domanda è:
lo stai facendo a caso o con strategia?
Perché quando porti consapevolezza in ciò che già fai, non diventi qualcun
altro.
Diventi semplicemente più chiaro, più solido, più credibile.
E oggi, nel mercato, questo fa tutta la differenza del mondo.
Maurizio Battistelli Coach
Restart Strategist | Aretè Coaching Lab
Fonti di riferimento (per approfondire):
https://www.philipkotler.com
https://hbr.org
https://www.forbes.com/personal-branding/

Commenti
Posta un commento